Sogno o son desta?

Svegliarsi la mattina accanto ad un uomo. Un uomo con cui hai una relazione, magari. Indubbiamente è una cosa meravigliosa e qualsiasi donna, anche la più cinica, non può negare lo sia. Quell’uomo che hai voluto, desiderato, fino alla nottata passata insieme. Avete fatto l’amore, lo avete fatto bene, avete letto quella scintilla negli occhi ed è l’ultima cosa che avete fatto prima di cadere in un sonno profondo e giusto. Avete capito, no? La mattina aprite gli occhi, lui è ancora li e si sveglia in quel momento. Vi guardate un istante, vi avvicinate sotto il caldo del piumone fino a trovare la pelle dell’altro e vi stringete in un abbraccio che nel migliore dei casi diventa amore. Nulla sembra poter andare storto, nulla, nonostante non abbiate ancora bevuto il vostro caffè, sorridete, sorridete sul viso, nel cuore, nell’anima. Vi domandate cosa stia succedendo, è tutto rosa e profumato e sorridete. Avete presente, no?
Ecco, poi invece ci sono mattine come questa, dove tutto bene fino alla notte, ma poi vi svegliate. Vi svegliate immaginando di trovare i violini e il coro di angeli che suonano la lira, invece lui non ha dormito.

Aprite gli occhi, come prima, solo che davanti a voi lui è già sveglio, con la fronte corrucciata, nel dormiveglia provate a sussurrare qualcosa di dolce e vi viene risposto un gorgoglio che non capite ma che siete certe che sia una frase al contrario in pieno stile satanico. Sgranate gli occhi e sapete che nel migliore dei casi dovreste allontanarvi e non dire nulla, in silenzio, come non esistere, mettervi in un angolino, ridurvi a icona e, come farebbe un opossum, fare finta di essere morte. Ma ci sono mattine, dove il migliore dei casi diventa “ecco, ora non fare la permalosa”. E li, mie care, siete fottute.

La vostra giornata sarà compromessa. Ormai il giramento di palle è nelle vene e sì, anche nelle vostre, anche se non avete capito bene come, quando, o perchè è successo. Non fate in tempo a pensare che vi ritrovate con la fronte corrucciata e lo stomaco teso. Quel sabato tanto atteso, quel momento desiderato, sicuramente da entrambi, perso, sparito, nemmeno quasi lo ricordate.

La domanda a tutto questo è PERCHÈ.

È possibile secondo voi evitare che tutto ciò accada? È possibile secondo voi permettere all’amore e al benessere di stare fottutamente bene ed evitare la catastrofe mattutitna?

La risposta probabilmente è no. Ma sappiamo che non smetteremo mai di volerci sentire innamorate, aprendo gli occhi, nella speranza di non trovarlo corrucciato, che sia la mattina giusta per poter cadere insieme in un mondo solo nostro, solo vostro, tutto rosa e profumato, fosse anche per mezza mattina.

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Febbraio

Gennaio esce di scena, portandoci il freddo che Dicembre, indulgente, ci aveva risparmiato. Freddo fuori, ma caldo dentro, come una tisana alla liquirizia, che quando la bevi ti riscalda e ti depura. Gennaio freddo si mette la sua sciarpa verde, in strada ormai, mi fa l’occhiolino, mentre indossa il cappotto. Nemmeno il tempo di chiudere la porta che Febbraio, corto, colorato e imbacuccato esce dalla cucina, porgendomi delle frittelle e  rassicurandomi sul fatto che Marzo arriverà prima di quanto io possa pensare. Febbraio non è arrabbiato con me, lui lo sa che ho bisogno della primavera, per questo, prima di sedersi in salotto mi guarda, si avvicina e mi dà un bacio sulla fronte.