La prima volta

Adoro le prime volte. Le prime volte sono esplosioni di gioia. Le prime  volte sono quelle esperienze che fai una sola volta nella vita e naturalmente la persona con cui le condividi o il momento in cui le fai rimarrano indelebili per sempre. POTENTE.

Un’altra specialità delle prime volte è che crescendo diventano rare.

La prima volta per antonomasia ovviamente è quella sessuale. Ma non penso sia per una questione etica. Penso piuttosto che sia perchè hai (o almeno dovresti avere) un’età in cui sei cosciente di quello che fai. Insomma, è decisamente più importante la prima volta che hai camminato o che hai parlato, ma non te lo ricordi, eppure per i tuoi genitori sarà un momento indelebile. Invece la prima volta che fai l’amore con qualcuno lo decidi. Lo scegli. È la prima volta che decidi di donare qualcosa di te a qualcuno. E sarà solo e per sempre di quel qualcuno.

Sono importante anche, ad esempio, il primo giorno di scuola o di lavoro. Ma io preferisco di gran lunga le prime volte “emotive”. Perchè quest’ultime diventano sempre più rare crescendo.

Mi piace vivere prime volte, ma io, preferisco essere la prima volta di qualcuno. Mi fa sentire speciale. Mi piace diventare parte della storia di un essere umano. È una sorta di egocentrismo, o forse più probabilmente, una scappatella per sopperire al senso di abbandono. Se sarò la prima volta per qualcuno non mi dimenticherà mai. Però è così, io porto con me tutte le persone con cui ho avuto prime volte e anche se molte non so che fine abbiano fatto, mi piace pensare di essere nel cassetto dei ricordi legata alle prime volte che ho regalato.

Poi ci sono le prime volte personali, quelle che non saranno mai di nessuno, ma solo tue. La prima volta che hai visto un quadro di cui ti innamori, la prima volta che hai fatto l’amore con te stessa, la prima volta che ti è battuto il cuore per qualcuno, la prima volta che hai superato un ostacolo e sei stata fiera di te.

Le prime volte sono belle. E più diventano rare più diventano importanti. Perchè quando sarai adulto chi riuscirà a regalarti una prima volta, automaticamente meriterà attenzione.

E allora, adesso, giochiamo, facciamoci questa domanda: quand’è l’ultima volta che hai fatto o provato qualcosa per la prima volta?

La parte scoperta

Bisognerebbe essere oneste con se stesse, quando ci rendiamo conto che la persona con cui usciamo non è all’altezza delle nostre aspettative, o più semplicemente, dei nostri bisogni. Magari ne soddisfa alcuni in maniera perfetta, ma la maggior parte rimane scoperta, al freddo, lontana dal camino.

Eppure anche quei bisogni hanno necessità di focolare, di essere scaldati, di essere accolti. È chiaro, non esiste l’altro (o l’altra) perfetta, questo ai trenta si capisce bene, ma se è vero che su alcune cose possiamo fare finta di nulla, su altre dobbiamo necessariamente imporci. Il bisogno di qualcuno vicino non deve fare perdere di vista che chi ci sta accanto deve avere delle qualitá che coprano buona parte dei nostri bisogni. Che non per tutti sono uguali. Per questo è fondamentale conoscersi e stare bene con se stessi. Quando si inizia a stare con qualcuno e si vuole una frequentazione con finalità coppiesche peró non si possono non ascoltare i campanellini d’allarme. Io ogni volta che ho ignorato quel suono fastidioso, dopo mi ci sono trovata incaprettata, ecco. Dobbiamo imparare a rispettarci. E se il cuore o lo stomaco o il cervello suonano un dindindin sarebbe il caso di fermarsi e domandarsi “ma sei proprio sicura che è quello che vuoi?”. È difficile, lo so. Ma non è poi più difficile trovarsi in delle situazioni di disagio e fastidio?

Forse, anche se non va più di moda, si dovrebbe imparare a vivere le cose con la dolcezza della calma, anche se la nostra società ci impone di correre, di definire, di incasellare. Altrimenti come si fa a fare delle fondamenta solide e ben costruite? Forse le cose vissute un po’più lentamente ridurrebbero i non si videro mai più (rendendo questo blog praticamente nullo) ma forse, dico forse, saremmo tutti un po’più tranquilli.

La risposta ovviamente non esiste, almeno tra le mie mani, spero peró che voi che leggete siate un po’più avanti di me in questo percorso di vita.

 

Foto by Claudia Gori