Stasera la luna mi ha dato buca. L’aspettavo. Forse ne avevo anche un po’ bisogno.
Stasera avevo bisogno della bellezza. La-terrazza-delle-stelle-cadenti-che-non-vedo mi abbraccia, mi dice che l’importante è vivere.
E io ho tanta voglia di vita.
So chi sono e cosa voglio. E mi sto facendo un culo così da tutta la vita per essere dove sono adesso.
Faccio un tiro di sigaretta. Un sorso di quel rosé biologico fresco. Abito in una terra e vivo una vita che mi permette tutto questo.
Sono un privilegiata. E lo sono, non solo perché ci sono le guerre che mi spaventano, ma lo sono perché mi accorgo di esserlo e riesco a sorridere pensandoci.
È solo una serata, dove mi serviva la bellezza.
Le cicale si sono addormentate.
Il disegno della montagna, a contrasto con il cielo scuro, mi ricorda da dove vengo, a volte è faticoso: un ricordo che si affievolisce e che ho paura di perdere.
La beffa dei ricordi è che se li perdi, non sai di averli mai avuti.
Un’altra boccata di fumo, di vino.
Un cane in lontananza che abbaia.
Mi concentro sulle cose buone e ce ne sono tante, come un arcobaleno al buio, le guardo esterrefatta: sono mie? Ma davvero? Sì. Sono proprio una privilegiata.
Sorrido senza accorgermene.
Gioco con i miei capelli, li faccio passare tra le dita, la sensazione mi piace, mi rilassa, come quando ero piccola e i capelli erano quelli della mamma. Il suo ultimo gesto, ormai senza senno, consumata dall’oblio, giocò con i miei capelli. Chissà dov’era, se fosse con me o se fosse già altrove.
Fumo di nuovo, ma non deve durare, devo smettere.
Un altro sorso di rosé.
Alzo lo sguardo.
Un bagliore bianco mi ricorda che da qualche parte sta sorgendo la luna.
