Accendini e Pensieri

Un accendino in equilibrio sul ginocchio di Lei, Lui che parla, Lui che racconta, vola tra un pensiero e l’altro, mentre Lei lo guarda, corre insieme a Lui in quel flusso di pensiero da rincorrere, per non perderne nemmeno un pezzo.
Lui fuma, e stranamente fuma anche Lei, vicina a Lui, ma Lei non è più capace e la sigaretta si spegne di continuo. Per questo l’accendino è in equilibrio sul suo ginocchio, perché sono seduti come due ragazzini davanti ad un portone, mentre piove e probabilmente domani Lei avrà il mal di gola.
Lui parla e ora Lei non lo rincorre più, lo guarda, mentre lo ascolta. Lui ha rallentato i suoi pensieri e Lei può distrarsi un po’ per seguire i suoi gesti, le sue mani, così belle, si concentra per non immaginarle addosso, Lui sorride all’improvviso, ma non può aver sentito il suo pensiero malizioso.
Sorride ancora, abbassa la testa imbarazzato. Poi la guarda.
Vorrebbe Lui. Vorrebbe Lei.
La sigaretta è finita, ma l’accendino è ancora lì, sul suo ginocchio e ogni volta che Lui lo usa lo riappoggia lì, come fosse casa sua.
Lui parla e non si ferma, riflette però; sceglie le parole corrette, in maniera ferma ma gentile e premurosa.
I suoi pensieri sono così eleganti, molto meno caotici di quello che crede lui stesso.
Quelle sono le emozioni. Le emozioni sanno già tutto, ma Lui ancora no.
E nemmeno Lei.
Lui riprende l’accendino, è ora di andare.
Stanno chiudendo il locale. La birra è finita.
Che bella la pioggia, vicino a Lui.

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